L’Associazione Musei Ebraici Europei ha 20 anni

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Un incontro ad Amsterdam.

L’Associazione Musei Ebraici Europei (AEJM) ha 20 anni. La data è stata ricordata nell’annuale conferenza dell’associazione che quest’anno si è tenuta ad Amsterdam dal 22 al 25 novembre.



Giorni di grande interesse per l’alto numero dei presenti, una sessantina nelle riunioni di apertura (ricevimento offerto dal sindaco di Amsterdam, Job Cohen) e una quarantina nei giorni di lavoro nei diversi workshops.

Per l’Italia erano presenti i musei di Roma, con la direttrice Daniela Di Castro, Venezia, con il direttore Robi Bassi e Michela Zanon per l’organizzazione Codess, Bologna, con il direttore Franco Bonilauri e la curatrice Enza Maugeri, Casale Monferrato, rappresentata da Roberta Cerruto Launone.
Per l’AEPJ erano presenti Claude Bloch e Annie Sacerdoti.


Le giornate, nonostante il tempo impervio, sono state movimentate da interessanti giri dell’Amsterdam ebraica sia in battello sia a piedi, con una visita speciale alla sinagoga portoghese e alla antica e ancora funzionante Ets Haim Library; non è mancata una visita visita speciale all’Hollandsche Schouwbur, edificio nato come teatro ebraico, diventato centro di raccolta degli ebrei olandesi per la deportazione durante gli anni’42-’43. Oggi l’edificio (che sarà completamente rinnovato) è un memoriale con una mostra sulla Shoah.


Particolare interesse hanno poi rivestito le visite guidate nelle sale dello stesso museo ospitante grazie ai curatori che hanno spiegato come si è arrivati alle attuali esposizioni, quali sono state le scelte operate, i problemi incontrati. Un particolare interesse ha destato la parte dedicata ai bambini e alla sua didattica: una sezione da prendere ad esempio.


Novità dell’incontro è stata la presenza di alcuni collezionisti privati, che oggi già aprono al pubblico le loro case di Parigi, Bruxelles e Tel Aviv dove custodiscono le loro collezioni. E non sono mancate le presentazioni di musei in costruzione, innanzi tutto quello di Ferrara, da parte di Anna Campos, museo che ha suscitato un notevole interesse; e poi quelli all’apparenza faraonici di Varsavia (the Jewish museum Warsaw), Mosca (the Russian Jewish Tolerance Museum Moscow), Auschwitz (the Auschwitz Jewish Center).


Infine due interessanti conversazioni su come fare fund raising per le istituzioni ebraiche (“The Global Aspect of Raising Fund for Jewish Cultural Institutions” da parte di Lilka Elbaum) e la presentazione del progetto Michael (the “Digital access to Jewish Heritage in Europe” da parte di Susan Hazan), progetto che è già stato presentato in Italia e al quale è stata interessata la Fondazione beni culturali ebraici in Italia, nella persona del suo presidente Bruno Orvieto con collaborazione con lo stesso Ministero beni culturali italiano.